In foto: Simon Pearson, Group Racquets Manager di David Lloyd Clubs e Stefano Cavuto, Racquetsport Director Balls & Partnership di HEAD David Lloyd Clubs annuncia il rinnovo della sua partnership strategica con HEAD, estendendo una collaborazione di grande successo iniziata nel 2022. Il nuovo accordo, che durerà fino alla fine del 2028, continuerà a supportare l’offerta di esperienze premium negli sport di racchetta per i soci in tutto il Regno Unito e in Europa, favorendo al contempo nuove opportunità commerciali ed efficienze operative. Il rinnovo del contratto riflette il successo della partnership tra i due brand, entrambi leader nei rispettivi settori e rafforza inoltre la strategia di investimento futuro dei David Lloyd Clubs nel tennis e nel padel. Sulla base dei successi ottenuti finora, il nuovo accordo introduce maggiori opportunità di coinvolgimento per i soci. Queste includono eventi espositivi professionali esclusivi con i migliori 30 giocatori al mondo, viaggi esclusivi “money-can’t-buy” presso la sede centrale globale di HEAD in Austria e l’accesso ai principali tornei ATP e WTA. I soci beneficeranno inoltre di sconti esclusivi sui prodotti HEAD, disponibili tramite l’app di David Lloyd Clubs. In foto: Simon Pearson, Group Racquets Manager di David Lloyd Clubs e Stefano Cavuto, Racquetsport Director Balls & Partnership di HEAD In cambio, David Lloyd Clubs ha garantito a HEAD l’esclusività in termini di forniture, attrezzature per l‘apprendimento, pubblicità digitale e attività promozionali. La partnership sarà ulteriormente valorizzata attraverso tornei in co-branding, media digitali sempre attivi e “HEAD Ambassador Days” dedicati ai soci. Simon Pearson, Group Racquets Manager di David Lloyd Clubs, ha commentato: “Siamo entusiasti di estendere il nostro rapporto con HEAD, un marchio che condivide la nostra ambizione per l’eccellenza e l’innovazione negli sport di racchetta. L’allineamento tra le nostre due organizzazioni — sia attraverso esperienze premium per i soci, supporto d’élite per l‘apprendimento o integrazione dei prodotti — è chiaro e convincente. Questa partnership rafforza la nostra posizione come principale fornitore di sport di racchetta in Europa e offre un fantastico valore aggiunto ai nostri soci.” Stefano Cavuto, Racquetsport Director Balls & Partnership di HEAD, ha aggiunto: “Siamo molto lieti che questa partnership, nata con successo nel Regno Unito, possa ora essere estesa a tutta l’Europa. Le collaborazioni con i club hanno sempre fatto parte delle nostre strategie globali, così come il nostro approccio specializzato a tutti gli sport di racchetta. David Lloyd rappresenta tutto questo e non vediamo l’ora di lavorare insieme per offrire ai loro soci la migliore esperienza possibile con il nostro marchio.” David Lloyd Clubs si conferma il principale operatore di tennis in Europa, con 1.600 campi da gioco in 149 club suddivisi in 9 territori. L'articolo David Lloyd Clubs e HEAD rinnovano la loro partnership proviene da Pickleballnet.
Da obbligo amministrativo a motore di crescita e competitività aziendale, come le nuove normative europee trasformano la sostenibilità? Minore compliance obbligatoria, maggiore responsabilità volontaria. Ecco cosa è davvero cambiato. Per anni la sostenibilità è stata raccontata come una corsa agli obblighi: nuove direttive, nuovi standard, nuove scadenze, nuovi report. Un mondo complesso, tecnico, spesso percepito dalle aziende come un labirinto di regole da rispettare più che come una leva di crescita. Poi qualcosa è cambiato. Oggi, nel 2026, sta andando in scena una vera e propria Simplification Revolution in Europa e la domanda da porsi non è più soltanto: “A cosa siamo obbligati?”, ma “Quanto siamo pronti a dimostrare il nostro valore sostenibile al mercato?”. Il punto di svolta è netto. La normativa europea si è alleggerita, il pacchetto Omnibus ha letteralmente riscritto le regole del gioco, rinviando alcune scadenze e riducendo del 90% la platea di aziende direttamente obbligate alla rendicontazione ESG, tagliando di conseguenza oltre 6 miliardi di euro i costi amministrativi annui. Meno imprese coinvolte in modo formale, meno burocrazia, meno pressione amministrativa. Ma questo non significa che la sostenibilità sia diventata meno importante. Al contrario, sta diventando più concreta, selettiva e legata al business. Se prima questo tema era spesso vissuto come un adempimento normativo, oggi entra sempre più nella logica della competitività. Non è più soltanto una questione ambientale o reputazionale, ma un tema di accesso al credito, solidità della filiera, fiducia degli investitori, posizionamento del brand e capacità di stare sul mercato. Banche, retailer, investitori e partner di filiera continuano infatti a chiedere dati ESG. Se una grande impresa deve rendicontare le proprie emissioni Scope 3, avrà bisogno di dati dai fornitori. Se una banca integra indicatori ESG nella valutazione del rischio, chiederà informazioni alle aziende che finanzia. Se un brand comunica un prodotto come sostenibile, dovrà dimostrare che quel claim è fondato, verificabile e non fuorviante. Se un investitore guarda a rating ESG (Environmental, Social, And Corporate Governance) più trasparenti, cercherà dati solidi, comparabili e credibili. Nasce così un nuovo scenario che prevede maggiore credibilità, migliore accesso alla filiera e minore esposizione al rischio di greenwashing. Maggiore competitività con la Direttiva Omnibus Fino a poco tempo fa, l’universo ESG veniva percepito prevalentemente attraverso una lente etica o puramente ambientale. Negli ultimi 18 mesi abbiamo assistito a un cambio di paradigma totale che vede la sostenibilità coinvolta anche nelle logiche di sicurezza economica, autonomia industriale europea e posizionamento competitivo rispetto ai colossi USA e Cina. Le tensioni geopolitiche sulle materie prime critiche e la necessità di mitigare la volatilità dei mercati hanno reso la tracciabilità delle filiere e la decarbonizzazione elementi cruciali di risk management e di efficienza dei costi. Sulla scia delle raccomandazioni espresse nel Report Draghi sulla competitività e della successiva Dichiarazione di Budapest, il legislatore europeo ha compreso che per non far perdere terreno alle imprese continentali era necessario semplificare i requisiti burocratici. Da questa premessa è nata la Direttiva (UE) 2026/470 (Omnibus I), pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE) il 26 febbraio 2026 e in vigore dal 18 marzo 2026. Questa nuova norma ha innalzato significativamente le soglie della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), limitando l’obbligo di rendicontazione solo alle aziende con più di 1.000 dipendenti e oltre 450 milioni di euro di fatturato. Di conseguenza, il nuovo standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards) semplificato riduce del 61% i data point obbligatori e rende volontari gli standard settoriali, garantendo alle PMI sotto soglia il diritto legale di rifiutare richieste di dati che eccedano tali parametri volontari. Anche la direttiva sulla Due Diligence di filiera (CSDDD) ha subito un forte alleggerimento: l’obbligo è stato ristretto alle sole imprese con oltre 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato, rinviandone l’applicazione definitiva al 26 luglio 2029. Fuori dall’Europa lo scenario è diverso Se Italia ed Europa si muovono dentro un quadro ESG sempre più regolato, anche se oggi più “semplificato” rispetto al passato, nel resto del mondo lo scenario è più frammentato. Negli Stati Uniti si osserva una ritirata a livello federale, compensata però dall’attivismo di alcuni Stati come California e New York; la Cina, al contrario, accelera sugli obblighi di rendicontazione e usa la transizione anche come leva di politica industriale, forte della leadership in solare, eolico, veicoli elettrici e batterie. Per le aziende che operano a livello internazionale, quindi, la differenza principale non è più solo “fare sostenibilità”, ma capire in quale risiko normativo e commerciale muoversi: in Europa e Italia pesa la combinazione tra compliance, credito e filiera; fuori dall’Europa convivono mercati più deregolati, alcuni statali molto attivi e Paesi, come la Cina, dove l’obbligo ESG sta diventando sempre più strutturale. La responsabilità come motore di crescita In questo labirinto di scadenze imminenti e mercati che si muovono a velocità differenti, la vera sfida per le aziende non è la compliance passiva, ma la capacità di trasformare la complessità normativa in un asset di vendita e posizionamento strategico. Cosa è davvero obbligatorio? Cosa è utile e può generare valore? Cosa è urgente? I servizi più richiesti vanno proprio in questa direzione: assessment ESG, analisi della catena di fornitura, doppia materialità, carbon footprint, misurazione delle emissioni Scope 3, report volontari, certificazioni, audit dei claim ambientali e sociali, piani di decarbonizzazione, supporto alla parità di genere, comunicazione ESG, bilanci di sostenibilità e percorsi B Corp. Ed è esattamente qui che si inserisce il valore di Green Media Lab Srl SB. In qualità di Società Benefit e azienda certificata B Corp fin dal 2018, vanta credenziali solide e un’esperienza profonda sul campo. Il vero vantaggio competitivo dell’agenzia risiede nella formula “consulenza + comunicazione”: l’unico approccio in grado di costruire una sostenibilità basata su solidi dati scientifici e, allo stesso tempo, raccontarla al mercato in modo potente e legalmente difendibile, azzerando i rischi di sanzioni legati alla nuova era della direttiva ECGT. Le regole del panorama attuale I Rating ESG diventano trasparenti A partire dal 2 luglio 2026, il Regolamento (UE) 2024/3005 impone ai fornitori di rating ESG l’autorizzazione dell’ESMA, la trasparenza metodologica (con voti separati per i pilastri E, S e G) e la netta separazione tra attività di rating e consulenza. Un buon profilo ESG permette così alle aziende di veder valorizzato il proprio impegno e abbassare il costo del capitale. La fine del Greenwashing (Direttiva ECGT) Sebbene la complessa Green Claims Directive sia stata sospesa dalla Commissione Europea a giugno 2025, la direttiva ECGT (Empowering Consumers for the Green Transition – Dir. 2024/825) è pienamente operativa. Essa vieta tassativamente l’uso di claim generici come “green”, “eco” o “climate neutral” basati su mere compensazioni di carbonio (carbon offsets) anziché su riduzioni reali delle emissioni, vietando anche i marchi auto-attribuiti e prevedendo sanzioni severissime fino al 4% del fatturato. La scadenza critica per conformarsi è fissata al 27 settembre 2026. Il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) Introdotto dal regolamento Ecodesign (ESPR – Reg. UE 2024/1781), richiede la tracciabilità tramite QR code o NFC dei dati di composizione, origine e riciclabilità dei prodotti, con i settori del tessile e della moda in prima linea con atti delegati attesi nel 2027 e applicazione effettiva prevista dal 2028. Senza passaporto, l’accesso al mercato dell’Unione Europea viene categoricamente negato. Regolamento Deforestazione (EUDR) Vieta l’immissione sul mercato UE di prodotti legati alla deforestazione per sette materie prime chiave (tra cui bovini, cacao, caffè, olio di palma, gomma, soia e legno), richiedendo geolocalizzazione e due diligence di filiera con sanzioni pari almeno al 4% del fatturato e scadenze per grandi e medie imprese fissate al 30 dicembre 2026. Per saperne di più e rimanere aggiornati scrivi a: esg@greenmedialab.com L'articolo Meno burocrazia, più sostanza. Come le nuove normative europee trasformano la sostenibilità? proviene da Pickleballnet.
Decathlon chiude il 2025 con performance in miglioramento sia sul fronte dei ricavi sia della redditività, confermando la solidità di un modello che integra prodotto, distribuzione e cultura sportiva su scala internazionale. Il gruppo francese ha registrato un volume d’affari superiore ai 20 miliardi di euro, con un fatturato netto intorno ai 16,8 miliardi, in aumento rispetto all’anno precedente. In crescita anche gli indicatori di redditività: l’Ebitda segna un +21% raggiungendo circa 1,8 miliardi, mentre l’utile netto supera i 900 milioni (+16%). Numeri che riflettono una domanda globale sempre più consistente per l’attrezzatura sportiva accessibile, running incluso, uno dei segmenti strategici per il brand. Nel corso dell’anno, Decathlon ha venduto oltre 1,2 miliardi di prodotti, intercettando sia i praticanti alle prime armi sia gli sportivi più evoluti. Sul fronte retail, prosegue l’espansione della rete: il gruppo è oggi presente in più di 80 Paesi con oltre 1.900 negozi, a supporto di una strategia omnicanale che vede il digitale mantenere un peso stabile attorno al 20% delle vendite. Parallelamente, l’azienda continua a investire in sostenibilità e modelli circolari, aspetti sempre più rilevanti anche per il mondo running. Oltre la metà dei prodotti è sviluppata secondo principi di eco-design, mentre cresce il mercato del second hand, con milioni di articoli reintrodotti nel ciclo di utilizzo. Per il settore running, si tratta di un contesto favorevole: l’evoluzione di Decathlon rafforza un’offerta sempre più ampia e accessibile, in linea con le esigenze di una community globale in costante crescita. L'articolo Decathlon: 2025 in crescita, con una rete globale di oltre 1.900 punti vendita in 80 Paesi proviene da Pickleballnet.
Inizia un nuovo capitolo per MagNet. Il nostro gruppo, diventato negli anni un punto di riferimento per l’editoria B2B (e non solo) in Italia, vuole ampliare il proprio raggio d’azione anche al pubblico internazionale. Siamo orgogliosi di annunciare che tutte le edizioni digitali delle nostre riviste saranno disponibili per la lettura e il download interamente in lingua inglese. Questa evoluzione naturale punta ad ampliare la nostra portata editoriale e a creare opportunità di networking e visibilità per i professionisti di tutto il mondo. Un passo coraggioso per rispondere alle esigenze di un mercato globale sempre più interconnesso. MagNet attualmente può vantare una readership di 2 milioni di lettori, che include aziende, agenti, negozi, buyer, opinion leader, influencer, agenzie, giornalisti, blogger, VIP, atleti, organizzatori di eventi, manager e pubblico finale. Le edizioni internazionali delle nostre riviste puntano ad aumentare ulteriormente la capillarità della nostra informazione, andando oltre delle barriere linguistiche che mai come in questi tempi possono essere superate sempre più agevolmente. E non lo faremo solo con le riviste cartacee. Anche il nostro ecosistema digitale, infatti, è ora disponibile interamente in versione bilingue. Sui nostri siti web, attraverso l’apposita voce del menu, è possibile cambiare la lingua e consultare tutti i nostri contenuti in inglese, offrendo dunque la possibilità di restare aggiornati quotidianamente. Inoltre, gli operatori esterni riceveranno periodicamente anche una speciale newsletter in inglese con una selezione delle notizie più interessanti del proprio settore di riferimento. Dalle riviste cartacee al sito web, passando per le newsletter e i social media, l’obiettivo è raddoppiare la portata e il valore di tutti i nostri asset. Con questo ulteriore sforzo editoriale, MagNet vuole ampliare il più possibile la propria visione strategica per creare connessioni stabili e profonde anche oltre i confini nazionali. Ne è un esempio anche l’evoluzione avuta dagli Outdoor & Running Business Days organizzati dal nostro gruppo, un evento giunto all’11esima edizione che nel 2026 ha compiuto un passo decisivo nel percorso di espansione internazionale grazie alla partnership con l’European Outdoor Group e con le principali associazioni europee di categoria. A Riva del Garda, dal 14 al 19 maggio, l’European Outdoor Week rappresenterà per la nostra casa editrice un nuovo capitolo della sua storia, iniziata più di 20 anni fa. Una storia che ora diventa sempre più internazionale. L'articolo MagNet: un’identità sempre più internazionale proviene da Pickleballnet.
In occasione dell’8 marzo, ActionAid Italia porta a Milano il MUPA, Museo del Patriarcato, e presenta un nuovo focus della ricerca “Perché non accada” dedicato allo sport. I dati fotografano un quadro preoccupante: una donna su due dichiara di aver avuto paura di frequentare strutture sportive, mentre una su tre non frequenta palestre o centri sportivi (contro il 24,6% degli uomini). Il Museo sarà ospitato alla Fabbrica del Vapore dal 7 al 21 marzo e propone 27 opere, tra installazioni, reperti, diorami e testimonianze, di cui quattro inedite, una dedicata proprio allo sport. Un viaggio immaginario nel 2148, anno in cui , secondo le stime internazionali sul divario di genere, potrebbe essere raggiunta la piena uguaglianza. Sport e genere: paura, auto-esclusione, stereotipi La ricerca, realizzata con l’Osservatorio di Pavia e 2B Research, evidenzia come paura, estraneità e auto-esclusione segnino ancora l’esperienza sportiva femminile in Italia. Alcuni dati chiave: 43,9% degli uomini si sente sempre a proprio agio in stadi e palazzetti, contro il 28,1% delle donne. 46,8% delle donne non frequenta affatto questi spazi (il dato sale al 53% tra le donne non eterosessuali). Il 31% degli italiani ritiene che esistano sport “più adatti” agli uomini e altri alle donne. Una persona su cinque ha rinunciato almeno una volta a praticare uno sport percepito come più adatto all’altro genere. Per il mondo del running, che negli ultimi anni ha visto crescere la partecipazione femminile in gare su strada, trail e ultradistanze, questi numeri rappresentano un campanello d’allarme. La corsa è spesso percepita come uno sport accessibile, ma il tema della sicurezza negli spazi pubblici e negli impianti resta centrale, soprattutto per le donne Lo sport vale il 3,1% del PIL: ma resta maschile nell’immaginario Lo sport in Italia muove 67 miliardi di euro l’anno, pari al 3,1% del PIL. Eppure, il 27,7% degli italiani considera lo sport maschile più prestigioso. A sorpresa, sono soprattutto le generazioni più giovani a rafforzare questo stereotipo: il 42,9% nella Gen Z e il 39,3% tra i Millennials. Un dato che interroga anche il racconto mediatico delle discipline: dalla copertura delle grandi maratone internazionali fino ai campionati di atletica, la narrazione continua spesso a privilegiare performance e figure maschili. Dalla Riforma dello sport ai Piani antiviolenza ActionAid chiede che la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile contro le donne siano integrati in modo strutturale nelle politiche sportive. In particolare: La Riforma dello sport dovrebbe adottare la Convenzione di Istanbul come standard di riferimento. Lo sport dovrebbe essere incluso nei Piani antiviolenza nazionali come leva di prevenzione primaria. Servono finanziamenti dedicati e un impegno diretto da parte del Dipartimento per lo Sport, del CONI, delle Federazioni e degli Enti di promozione sportiva. “Il MUPA ci interroga sul ruolo che abbiamo nel mantenere o sfidare le strutture di potere che ci circondano. I dati dimostrano come anche lo sport sia segnato da paura e insicurezza da parte delle donne”, ha dichiarato Katia Scannavini, Co-Segretaria Generale di ActionAid Italia. Il programma del MUPA L’inaugurazione del 7 marzo alle ore 18.00 prevede un reading di Giulia Maino, attrice e fondatrice di Amleta, seguito dalla musica di Rachele Bastreghi dei Baustelle. Il museo sarà aperto dal 7 al 21 marzo (chiuso il 9 marzo per lo sciopero nazionale di Non Una di Meno). Oltre all’esposizione, il programma gratuito propone talk, workshop, laboratori e performance in collaborazione con centri antiviolenza e realtà femministe. actionaid.it/mupa credit: Stormi Studio L'articolo A Milano apre il MUPA di ActionAid Italia. Focus sullo sport: “Una donna su due ha paura delle strutture sportive” proviene da Pickleballnet.
Il pickleball è la disciplina che sta conquistando sempre più persone grazie alla sua capacità di unire divertimento, socialità e rapidità di apprendimento. Nato dalla combinazione di elementi di tennis, padel e ping-pong, il pckleball si gioca su un campo compatto che favorisce scambi continui e una dinamica di gioco molto coinvolgente. È uno sport che mette in movimento, ma senza richiedere livelli atletici particolarmente elevati, e proprio per questo è ideale sia per chi vuole fare attività fisica senza stress sia per chi cerca un’esperienza nuova e stimolante da condividere con amici o nuovi compagni di gioco. Il bello del Pickleball è che si può imparare davvero in fretta: bastano pochi minuti per capire le regole di base e iniziare a partecipare a scambi reali, con la soddisfazione di vedere subito i propri progressi. È uno sport accessibile e gratificante fin da subito, perfetto per chi vuole mettersi in gioco e scoprire un modo diverso di fare movimento. In questo contesto, per permettere a chiunque di avvicinarsi a questa nuova realtà sportiva, Il Podio Sport ha organizzato un corso di avvicinamento al pickleball, pensato proprio per chi parte da zero o vuole consolidare le basi. Il corso è strutturato in tre lezioni e si svolgerà a partire dal 2 febbraio 2026, con incontri dal lunedì al venerdì alle 18:00, presso gli impianti del Michelin Sport Club a Cascina Malaspina (CN). Durante le tre sessioni, due istruttori qualificati FITP accompagneranno i partecipanti passo dopo passo, spiegando le regole, i colpi fondamentali e le strategie di gioco per muoversi con sicurezza in campo e divertirsi fin da subito. Inoltre, per rendere l’esperienza ancora più completa, chi parteciperà al corso riceverà in omaggio un set di palline da pickleball, un piccolo incentivo che rende ancora più piacevole iniziare a giocare. Per partecipare o ricevere maggiori informazioni, è possibile scrivere a amministrazione@ilpodiosport.it. Le iscrizioni sono aperte fino al 30 gennaio 2026 e il corso si attiverà al raggiungimento di un minimo di 10 iscritti, un’occasione perfetta per incontrare nuovi appassionati, fare gruppo e diventare parte della community locale. L'articolo A Cuneo Il Podio Sport organizza un corso di avvicinamento al pickleball proviene da Pickleballnet.
La Federazione Italiana Tennis e Padel comunica l’apertura della campagna di Affiliazione e Tesseramento FITP per la stagione sportiva 2026. L’avvio delle procedure è iniziato lunedì 15 dicembre, attraverso le consuete modalità online disponibili sulle piattaforme federali. Anche per il 2026, l’Affiliazione e il Tesseramento FITP rappresentano il primo e fondamentale passo per entrare a far parte del sistema federale, partecipare all’attività sportiva ufficiale e usufruire dei servizi e delle opportunità messi a disposizione dalla Federazione per circoli, atleti, tecnici e dirigenti. Tra i benefici collegati al Tesseramento FITP rientrano, secondo le modalità e le condizioni previste, agevolazioni e forme di scontistica per l’accesso ai grandi eventi organizzati dalla FITP, sconti dedicati dai partner, oltre ai servizi sportivi e assicurativi connessi all’attività federale. Tutti i dettagli relativi alle modalità operative, alle eventuali condizioni applicative e ai benefit collegati saranno consultabili sui canali ufficiali FITP. Alcuni servizi accessori potranno essere resi disponibili in momenti successivi, secondo le tempistiche di attivazione dei singoli strumenti. Ulteriori informazioni sono disponibili su fitp.it e supertennis.tv. L'articolo FITP: aperta la campagna di tesseramento per la stagione 2026 proviene da Pickleballnet.
L’edizione 2026 del progetto Racchette in classe della FITP, in collaborazione con la FITeT sarà esteso anche alla scuola dell’infanzia. Un’occasione sia per avvicinare al mondo della racchetta un numero ancora maggiore di studenti, sia per reclutare – anche grazie a delle borse di studio – i giovanissimi con spiccate attitudini e i bimbi diversamente abili nel progetto che ha tra i suoi principali obiettivi l’inclusione. “La grande novità è che da quest’anno i progetti nel complesso saranno quattro: a Racchette in classe Kids per le scuole primarie (scuole elementari, ndr), Racchette in classe Junior per le secondarie di primo grado (le scuole medie, ndr) e Racchette in classe Pro per le scuole secondarie di secondo grado (superiori, ndr), si aggiunge Racchette in classe Baby (scuole dell’infanzia, ndr)”, ha dichiarato Michelangelo Dell’Edera, direttore dell’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”. In quest’edizione, inoltre, la FITP ha coinvolto una giovane associazione come la “Bottega dei Talenti Caterina & Francesca APS” nata il 15 marzo del 2022, con l’obiettivo di facilitare l’inclusione di bimbi diversamente abili in ambito motorio e relazionale. Il progetto prevede l’inserimento del progetto “Lo sport include con talenti: il tennis gioca con Caterina e Francesca” (patrocinato dalla Presidenza dei Ministri e ideato) all’interno di “Racchette in Classe” attraverso le sue divisioni in Kids (alunni della scuola primaria), Junior (scuola secondaria di primo grado) e Pro (scuola secondaria di secondo grado). Il progetto Racchette in Classe conta su tennis, padel, beach tennis, pickleball e tennistavolo. È stata confermata la condivisione del progetto con la Federazione Italiana Tennistavolo (FITET), che da anni collabora con la FITP garantendo un’ulteriore costola a una multidisciplinarietà sempre più sviluppata. Confermato anche il supporto di Joy of Moving, partner della Federazione Italiana Tennis e Padel con il quale ogni anno organizza il Tennis Trophy FITP Kinder Joy Of Moving giunto alla sua ventesima edizione: 112 le tappe distribuite in 17 regioni, inclusi i Centri estivi FITP: il gran finale sarà il Master. Per l’ottava edizione consecutiva si conferma anche lo Junior Wheelchair Tennis Trophy FIT Kinder Joy of Moving con 11 tappe regionali e 4 super tappe dedicate ai giovani atleti del wheelchair tennis. Non solo: l’Istituto Superiore di Formazione sempre in collaborazione con “Joy of Moving” e il Ministero dell’Istruzione e del Merito propone anche ai docenti di Educazione Motoria delle scuole primarie e ai professori di Educazione Fisica delle scuole secondarie di primo grado un’opportunità formativa finalizzata ad arricchire la consapevolezza e l’autonomia personale per l’insegnamento di un’educazione fisica e sportiva di qualità. Saranno organizzati in tutte le regioni italiani un corso di formazione a loro dedicato di 12 ore, di cui 4 online e 8 in presenza per acquisire la qualifica di Promoter Tecnico Scolastico. Con tale qualifica gli Insegnanti di Educazione Fisica potranno collaborare nella promozione degli sport di racchetta nel mondo scolastico ma anche nelle Scuole Federali della FITP. Oltre alla proposta formativa saranno distribuiti agli Insegnanti partecipanti i Kit didattici per attivare fin da subito il progetto con i loro alunni, oltre ad abbigliamento e gadget offerti dalla Federazione. Anche quest’anno, il progetto Racchette in Classe prevede delle borse di studio, assegnate a quelle bimbe e quei bimbi che nell’ambito del progetto mostrano spiccate attitudini motorie e importanti dati antropometrici. “Le borse di studio saranno 1000: si tratta di contributi di 250 euro da utilizzarsi per attività didattiche da svolgere all’interno del circolo che ha adottato l’istituto scolastico di ciascun ragazzo”, ha continuato Dell’Edera. “Inoltre le borse di studio vengono assegnate anche a bambini con disabilità in ambito motorio o relazionale. Questo perché stiamo lavorando su un grande progetto di inclusione, come dimostrato anche dal fatto che i raduni per i giovani tennisti in sedia a rotelle vengono oggi organizzati insieme ai raduni tecnici dei CAP o della Coppa delle Province. Uno scambio reciproco che riteniamo possa essere molto utile e formativo da ambo le parti”. La struttura dei quattro progetti I quattro progetti (Baby, Kids, Junior e Pro) saranno strutturati con un totale di 15 strutture di lezioni ciascuno. Otto da svolgere in ambito scolastico e in orari curricolari, più altre sette da svolgere nei club di riferimento. A questa attività si aggiunge per ogni circolo partecipante al progetto, l’opportunità di organizzare fino a quattro tornei scolastici di pickleball per fidelizzare al mondo della racchetta attraverso il gioco sempre più bambini. Infatti, al fine di dare continuità e contenuti formativi alla disciplina del Pickleball, il progetto “Racchette in Classe” prevede per l’anno didattico 2026, un vero e proprio “Campionato di Pickleball” che vedrà il coinvolgimento degli studenti delle scuole primarie e secondarie di I e II grado che aderiranno al progetto, inizialmente all’interno del proprio istituto e successivamente, anche in ambito territoriale e provinciale. Dal campionato di Pickleball si determinerà una classifica di classe e individuale federale, che darà la possibilità di partecipare ai tornei di Pickleball di singolo e di doppio organizzati dalla FITP. I club potranno iscriversi all’interno del Management FITP, nella sezione Iscrizione Racchette in classe. Gli istituti scolastici che non sono in contatto con un club potranno effettuare l’iscrizione cliccando qui (gli istituti già in contatto con un club non devono fare nulla, sarà il club a indicarli al momento dell’iscrizione). Da segnalare che ogni club che aderirà al progetto riceverà dei kit didattici di materiale sportivo: reti, racchette, palline e altri sussidi, utili per svolgere l’attività all’interno del mondo scolastico. Le iscrizioni al Progetto sono aperte dal 15 dicembre 2025. L'articolo Racchette in Classe 2026: iscrizioni aperte dal 15 dicembre proviene da Pickleballnet.
Garmin ha pubblicato il nuovo Garmin Connect Data Report 2025, l’analisi annuale che fotografa abitudini, preferenze e comportamenti degli appassionati del brand in tutto il mondo. Il documento mette in luce le principali evoluzioni in ambito fitness e salute, con dati che spaziano dai livelli di stress ai passi quotidiani, fino alla popolarità delle diverse discipline praticate. Il report arriva al termine di un anno particolarmente dinamico per il settore del benessere, segnato da una continua espansione a livello globale. Il comparto fitness-health & wellness supera ormai i 6.000 miliardi di dollari e si orienta verso modelli ibridi, nei quali tecnologie indossabili, digitalizzazione dell’allenamento e personalizzazione dei programmi rappresentano elementi centrali dell’esperienza degli utenti. Anche in Italia cresce l’attenzione verso un approccio integrato che combina movimento, cura mentale e prevenzione, spingendo discipline come yoga, pilates, mobilità e allenamenti funzionali a basso impatto. Attività in crescita: +8% rispetto al 2024 Secondo i dati raccolti tramite Garmin Connect, gli utenti hanno registrato l’8% di attività in più rispetto all’anno precedente. Tra le discipline che segnano la crescita maggiore emergono: Sport con racchetta: +67% Pilates: +46% HIIT: +45% Allenamento di forza: +29% Corsa indoor: +16% Immersioni: +16% Escursionismo: +12% Una fotografia che conferma il ruolo sempre più centrale delle attività ibride e del fitness ad alta intensità, accanto alle pratiche orientate alla mobilità e al benessere mente-corpo. Stress, sonno e Body Battery: l’identikit del benessere globale Il report mostra come le donne abbiano registrato livelli medi di stress inferiori rispetto agli uomini, mentre l’Indonesia risulta il Paese con i punteggi più elevati. All’estremo opposto si collocano i Paesi Bassi, considerati i meno stressati del mondo. Sul fronte del riposo, nel 2025 gli utenti Garmin hanno dormito quasi l’1% in più, con un punteggio medio del sonno pari a 71. La metrica Body Battery conferma invece un andamento legato all’età: i giovani tra 18 e 29 anni registrano la media più alta (75), che scende a 70 tra i 40-49 anni e a 64 oltre i 70 anni. Il Portogallo guida la classifica mondiale dei livelli medi di Body Battery, mentre il Giappone si posiziona in coda. Anche la mobilità quotidiana è in crescita: i passi giornalieri aumentano e Hong Kong conquista la medaglia d’oro superando la soglia media dei 10.000 passi al giorno. La pratica sportiva cambia anche in base alla fascia demografica: 18–29 anni: prevale la corsa outdoor 50–59 anni: domina il ciclismo indoor Over 70: attività preferita il golf L’esperienza Garmin Connect e le testimonianze degli ambassador Le funzioni di monitoraggio e analisi dell’app Garmin Connect continuano a rappresentare uno strumento centrale per gli utenti, come confermano le testimonianze degli ambassador Brianna Cope, Lauren Kalil e della triatleta Skye Moench, che sottolineano il valore dei dati per migliorare costanza, recupero e consapevolezza dei propri allenamenti. Novità di quest’anno è Garmin Connect Rundown, il report personalizzato di fine anno che raccoglie e sintetizza le principali statistiche individuali: passi totali, punteggio del sonno, attività più praticate e molto altro. L'articolo Garmin svela il Garmin Connect Data Report 2025: come cambiano le tendenze del benessere proviene da Pickleballnet.
Siamo felici di annunciare che nel nostro ultimo processo di ricertificazione B Corp abbiamo ottenuto un punteggio di 107,5 punti, registrando un incremento di 23 punti rispetto alla precedente certificazione. Un risultato che testimonia la crescita continua del nostro impegno nel costruire un modello di business capace di essere davvero una forza positiva per la società e per il pianeta. Già Società Benefit dal 2020 e parte del Global Compact delle Nazioni Unite dal 2021, la nostra casa editrice MagNet srl SB ha ottenuto nel 2022 la certificazione B Corp, al termine di un lungo e articolato percorso. Un traguardo significativo che conferma il nostro impegno concreto verso la responsabilità sociale e ambientale, un impegno che oggi continua con rinnovata energia. Negli ultimi anni abbiamo introdotto e consolidato varie iniziative, tra le quali: supportato aziende purpose-driven e gruppi vulnerabili con iniziative dedicate; assunto un impegno formale per acquistare almeno il 50% delle forniture da partner locali; garantito che il 100% delle riviste MagNet sia stampato su carta certificata FSC; gestito con un approccio responsabile e carbon neutral gli eventi e fiere da noi organizzati. Mettere la sostenibilità e il benessere al centro dei processi produttivi e lavorativi, promuovere un modello economico più evoluto e dimostrare che le imprese del futuro sono quelle che rigenerano la società, perseguendo un profitto equo senza impatti negativi su persone, animali e ambiente: questi sono gli obiettivi che accomunano le B Corporation, un movimento globale nato nel 2006 grazie a B Lab, ente non profit con sede in Pennsylvania. Oggi il network conta oltre 365 B Corp in Italia e 10.190 nel mondo. Per noi, essere B Corp significa integrare ogni giorno innovazione, passione e visione ecosistemica nelle nostre attività, trasformando i valori in azioni concrete. Un percorso collettivo che coinvolge tutte le divisioni del gruppo – MagNet srl SB, Green Media Lab Italia e Green Media Lab Spagna – unite da una visione comune: contribuire insieme a un futuro più responsabile, sostenibile ed equo. L'articolo MagNet ottiene la ricertificazione B Corp proviene da Pickleballnet.
Singapore ospiterà dal 30 aprile al 3 maggio 2026 il primo Epic World Championship, un torneo internazionale di pickleball riservato ad atleti amatoriali, con un montepremi garantito di almeno 50.000 dollari statunitensi. L’evento si terrà al Kallang Tennis Hub, nei pressi del National Stadium, con il Singapore Sports Hub come partner ufficiale della sede. L’iniziativa segna la prima collaborazione ufficiale della Singapore Tourism Board (STB) con un torneo internazionale di pickleball. Il supporto dell’ente turistico sarà valido per tre anni. Secondo Victor Cui, cofondatore di Epic e figura di rilievo nel settore sportivo asiatico, il montepremi aumenterà progressivamente con ogni nuova iscrizione, con l’obiettivo di diventare uno dei più alti mai registrati per un evento amatoriale di pickleball. Cui, canadese di 53 anni, è noto per aver cofondato e guidato One Championship, oltre ad aver ricoperto ruoli dirigenziali presso ESPN Star Sports e il PGA Tour. È stato inoltre coinvolto nelle attività di marketing dei Giochi Olimpici di Sydney 2000 e dei Giochi del Commonwealth 1998 in Malesia. Secondo Cui, l’Epic World Championship è concepito come un evento di massa accessibile a tutti, sul modello di manifestazioni come maratone o gare di fitness, con l’obiettivo di favorire la partecipazione globale piuttosto che il professionismo. L’evento avrà un’impostazione informale, con aree lounge e attività collaterali, senza tribune o biglietti a pagamento. La ceo della Singapore Tourism Board, Melissa Ow, ha dichiarato che Epic rientra nella strategia dell’ente per rafforzare il posizionamento di Singapore come destinazione sportiva internazionale e creare esperienze distintive per residenti e visitatori. La popolarità del pickleball è in forte crescita sia a livello globale sia a Singapore. Secondo dati di Market.us, negli Stati Uniti si contano quasi 20 milioni di praticanti, mentre in Asia oltre 800 milioni di persone hanno giocato almeno una volta. Le proiezioni indicano che entro il 2030 i giocatori nel mondo potrebbero raggiungere i 40 milioni. L’accesso al torneo Epic potrà avvenire attraverso tre modalità: classificandosi tra i migliori giocatori secondo il sistema DUPR (Dynamic Universal Pickleball Rating) nel proprio Paese vincendo un torneo locale riconosciuto o tramite iscrizione diretta riservata a partner aziendali e sponsor. Il sistema DUPR, che serve oltre 1,5 milioni di giocatori in 175 Paesi, fornisce un punteggio basato sui risultati di gioco e consente di abbinare avversari di livello simile. Il ceo di DUPR, Tito Machado, ha dichiarato che la piattaforma registra circa 20.000 nuovi utenti a settimana, metà dei quali provenienti dal Sud-est asiatico, confermando che la regione è destinata a vivere un’importante espansione del pickleball. L'articolo Singapore ospiterà il primo campionato amatoriale mondiale di pickleball proviene da Pickleballnet.
La partecipazione internazionale ai Pickleball World Championships 2025 ha raggiunto un livello record, confermando la rapida espansione globale di uno sport che, fino a pochi anni fa, era considerato una nicchia statunitense. Secondo il Carvana PPA Tour, la quota di atleti provenienti da fuori degli Stati Uniti è passata dall’1% al 5% in un solo anno. L’edizione 2025, in programma dal 4 al 9 novembre, ha riunito alcune delle figure più importanti del panorama mondiale, tra cui Anna Leigh Waters, protagonista di una delle performance più attese, e Jack Sock, eliminato a sorpresa da Tom Protezk. L’evento ha incluso anche iniziative di intrattenimento come la XGLOsive neon-light showcase e la Celebrity Pickleball Showdown, consolidando la sua rilevanza sportiva e mediatica. Sul piano della partecipazione, i dati mostrano una diffusione capillare del pickleball in numerose aree geografiche, con presenze crescenti da Asia, Europa e America Latina. Paesi partecipanti e numero di giocatori Canada – 38 Vietnam – 15 Giappone – 13 India – 10 Porto Rico – 10 Taiwan – 8 Australia – 7 Messico – 4 Cina – 4 Hong Kong – 4 Costa Rica – 4 Malesia – 3 Corea del Sud – 3 Nuova Zelanda – 3 Singapore – 2 Ecuador – 2 Tunisia – 2 Regno Unito – 2 Austria – 2 Zambia – 2 Bermuda – 1 Cile – 1 Germania – 1 Francia – 1 Spagna – 1 Croazia – 1 Italia – 1 Paesi Bassi – 1 Lettonia – 1 Perù – 1 Macao – 1 Isole Cayman – 1 Pakistan – 1 Serbia – 1 Sudafrica – 1 La crescente presenza di atleti provenienti da oltre 30 Paesi conferma la transizione del pickleball da sport locale a disciplina internazionale, con prospettive di ulteriore espansione nei prossimi anni. L'articolo Partecipazione internazionale da record al Pickleball World Championships 2025 proviene da Pickleballnet.
PodPlay, piattaforma tecnologica per la gestione digitale di strutture sportive, ha raccolto 8 milioni di dollari in un round di finanziamento di Serie A guidato da Frontier Growth, società statunitense di private equity specializzata in software verticali. L’investimento consentirà all’azienda di ampliare i team di ingegneria, vendite e customer success, accelerando l’espansione del prodotto e la diffusione a livello internazionale. La società, fondata da Max Kogler e Ben Borton, ha registrato nell’ultimo anno una crescita significativa: i ricavi sono triplicati e la base utenti ha superato il milione, distribuito su oltre 200 strutture, tra cui Pickleball Kingdom, Performance Pickleball, SPF e St. Pete Athletic. PodPlay offre una piattaforma integrata per la gestione completa di impianti sportivi, che include prenotazioni, iscrizioni, eventi, pagamenti e monitoraggio remoto 24/7. Secondo l’azienda, l’adozione del sistema ha permesso ai club di ridurre i costi operativi fino al 66%. Per gli utenti, il servizio include funzionalità aggiuntive come scoreboard digitali, replay video e strumenti interattivi per migliorare l’esperienza di gioco. Il progetto è un’evoluzione di PingPod, startup lanciata nel 2020 a New York come concept autonomo per il ping pong, che ha dimostrato la sostenibilità del modello self-service anche durante la pandemia. Il passaggio al pickleball è avvenuto nel 2023, in collaborazione con CityPickle, per rispondere alla crescente domanda nel mercato statunitense di questo sport in rapida espansione. L’operazione con Frontier Growth mira a consolidare la posizione di PodPlay come piattaforma tecnologica di riferimento per gli sport “partecipativi”, sostituendo i sistemi frammentati e datati attualmente in uso con un’infrastruttura digitale integrata, scalabile e orientata all’esperienza dell’utente. L'articolo PodPlay ha raccolto 8 milioni di dollari per spingere sulla sua diffusione proviene da Pickleballnet.
Non molto tempo fa, Ramón Agenjo era il massimo responsabile del World Padel Tour, il circuito professionale che per 10 anni è riuscito a portare il padel a una nuova dimensione, facendolo crescere praticamente dal nulla fino al livello in cui si trova oggi. Dopo l’acquisizione da parte del Premier Padel, per lui è arrivato il momento di reinventarsi. Ora, l’imprenditore è stato nominato presidente del Cervezas Victoria Pickle Pro Tour, la nuova competizione che il birrificio vuole promuovere in tutta la Spagna, con un occhio anche all’estero. Reinventarsi o morire: l’obiettivo è fare del pickleball il nuovo padel. L’Antica Fabbrica Damm, a Barcellona, ha ospitato l’evento di inaugurazione del Barcelona Open 2025, la quarta tappa del circuito, occasione in cui Agenjo ha esercitato per la prima volta il suo nuovo ruolo. “Dieci anni fa Demetrio Carceller mi disse che avrei presieduto il padel. Iniziai a giocare, anche se non avevo mai giocato in vita mia… e portammo il padel ai massimi livelli, abbiamo fatto un buon lavoro. Qualche giorno fa mi ha detto che sarei diventato presidente del ‘Pickle’, mi sono comprato una racchetta e ora gioco. Sono felicissimo”, ha raccontato il catalano. Una sfida enorme con un grande obiettivo: portare questo sport, che sta generando sempre più appassionati, a una nuova dimensione. “Quando si lavora insieme alla Federazione Spagnola e alla Federazione Catalana, tutto diventa più facile. Il futuro è portare il pickleball alla professionalità, e ci riusciremo. Negli Stati Uniti gioca più gente a pickleball che a padel”. All’evento erano presenti anche il presidente della Federazione Catalana di Tennis, Jordi Tamayo, il segretario generale dello Sport della Generalitat de Catalunya, Abel García, e l’assessore allo Sport del Comune di Barcellona, David Escudé. Inoltre, hanno partecipato sponsor e alcuni dei migliori giocatori del Pickle Pro Tour. L'articolo Ramón Agenjo: da presidente del World Padel Tour a dirigente del Pickle Pro Tour proviene da Pickleballnet.
Da novembre prenderà il via la prima edizione del Campionato a squadre di pickleball. Il Campionato è suddiviso in: Categoria Open (aperto a tutti i settori di età) Categoria Over 50 (possono partecipare gli over 50, over 55, etc…) Il Campionato si svolgerà nei mesi di novembre e dicembre, compatibilmente con il numero di squadre iscritte. Per entrambi i campionati è prevista una prima fase regionale (tendenzialmente a gironi) seguita qualora sia, possibile in base al numero di squadre iscritte, da una seconda fase regionale a tabellone. La formula degli incontri intersociali, sia per le gare open che per le gare over 50, è di 5 incontri: Singolare maschile Singolare femminile Doppio maschile Doppio femminile Doppio misto Ogni giocatore e giocatrice potrà disputare al massimo tre incontri individuali al giorno, in modo da poter avere squadre composte anche da soli due uomini e due donne. La lista iscrizione potrà comprendere atleti in “prestito” (a questo link è disponibile il modulo) da altri affiliati, senza limitazioni in numero, comunque in regola con il tesseramento agonista per altro affiliato. Ogni squadra potrà, sia all’atto dell’iscrizione che durante le giornate di gara, inserire al massimo due atleti stranieri, a prescindere dal sesso. Per ogni ulteriore dettagli è possibile consultare e scaricare il regolamento a questo link. L'articolo Da novembre al via il primo Campionato Nazionale a squadre proviene da Pickleballnet.
Si è svolta a Miami, dal 27 ottobre al 2 novembre, la World Cup Pickleball 2025, la competizione mondiale che ha riunito 68 delegazioni provenienti da 48 Paesi. L’Italia ha preso parte con due rappresentative: la Nazionale Open, promossa dalla FITP e impegnata nella categoria principale, e una selezione senior indipendente, frutto dell’iniziativa diretta degli atleti e del sostegno delle realtà italiane Pickle&Co, Roma Pickleball, Standout Pickleball e ZZ Sports. La Nazionale Open, composta da Davide Vendrame, Luc Galegrani, Stephanie Scimone ed Eleana Rodino, si è fermata ai 16esimi di finale, dopo una serie di incontri combattuti. Il grande risultato è arrivato però dalla squadra senior indipendente, formata da Rinaldo Rossi, Augusto Avanzini, Federica Mundula e Paola Tampieri, già reduce da un argento europeo a Roma poche settimane fa. La formazione ha superato avversari di altissimo livello e ha raggiunto la finale contro gli Stati Uniti, dove ha conquistato una storica medaglia d’argento mondiale, seconda soltanto ai padroni di casa. Con questo risultato, l’Italia si conferma tra le realtà emergenti più solide del panorama internazionale. La World Cup Pickleball 2025 di Miami segna una tappa rilevante nella crescita del movimento, aprendo la strada a nuove collaborazioni e opportunità di sviluppo dello sport anche sul territorio nazionale. L'articolo L’Italia senior conquista un argento ai Campionati del Mondo proviene da Pickleballnet.
Il circuito amatoriale di pickleball vivrà il suo finale alle ATP Finals dal 9 al 16 novembre. Un’occasione per misurarsi in un contesto unico, con lo spirito di una community in crescita. Di seguito l’elenco dei partecipanti Pronti al Master di Torino Prima sono venute le tre tappe, a giugno, a fine luglio e a settembre. Poi sono venuti i Master regionali, a metà ottobre. Ora o i tempi sono maturi per il grande finale che deciderà i vincitori della seconda edizione del Road to Torino, il circuito amatoriale che sta consacrando il pickleball come fenomeno sportivo a livello nazionale e che ha visto i protagonisti battersi in tutta la penisola. Dalle Alpi alla Sicilia, passando per le isole, i campi sono pronti ad accogliere incontri entusiasmanti. Tra dilettanti ambiziosi, veterani del settore e nuovi talenti in ascesa, in tanti si sfideranno per conquistare l’accesso all’evento conclusivo, dove il divertimento si fonde con l’adrenalina della grande manifestazione. L’ultimo atto, nella cornice delle NITTO ATP Finals, è alle porte. Ecco l’elenco dei giocatori – tutti i tesserati FITP Pickleball con classifica compresa da NC a 3.1. – che si giocheranno i titoli del Circuito “Road to Torino 2025” . Il torneo si svolgerà come di consueto al Fan Village di Torino dal 9 al 16 novembre. Le categorie in programma sono singolare maschile e femminile, doppio maschile e femminile e doppio misto. A questo link è disponibile la lista degli atleti impegnati. L'articolo Road to Torino 2025: l’elenco dei partecipanti al Master proviene da Pickleballnet.
Vent’anni fa, un piccolo gruppo di volontari partiva per l’India con un sogno semplice e potente: restituire dignità e futuro ai bambini delle strade di Mumbai. Da quell’esperienza è nata Fondazione MilleSoli, oggi ETS riconosciuta a livello nazionale, che continua a “guardare al di là delle nuvole” — come recita un antico proverbio indiano da cui trae ispirazione. Per MilleSoli questo significa non fermarsi mai: trasformare ogni ostacolo in opportunità, ogni filo spezzato in una nuova trama di speranza. In due decenni di impegno, MilleSoli ha costruito scuole, case di accoglienza e progetti di formazione che hanno cambiato la vita di centinaia di bambine e bambini. Oggi, mentre celebra il suo ventesimo anniversario, la Fondazione rinnova la sua missione con iniziative che intrecciano educazione, empowerment femminile e sostenibilità, come il nuovo Progetto Sartoria, nato in collaborazione con la scuola di moda AFOL e l’associazione Rosa Genoni. Ne abbiamo parlato con Alessandro Caglieris, presidente di Fondazione MilleSoli. Alessandro Caglieris, presidente di Fondazione MilleSoli Fondazione MilleSoli nasce dal volontariato in India e oggi festeggia 20 anni di attività. Cosa significa per voi “andare al di là delle nuvole”? Ci sono sempre Millesoli al di là delle nuvole è un vecchio proverbio Indiano da cui ci siamo sempre fatti guidare. Per noi “andare al di là delle nuvole” significa soprattutto non fermarsi davanti agli ostacoli che troviamo sulla nostra strada, siamo una squadra resiliente in questo senso, un problema per noi rappresenta l’opportunità di guardare la cosa da un altro punto di vista, è la chiave che ci accomuna. In che modo è cambiato il vostro modo di operare in questi anni, dal primo volontariato sul campo alla struttura attuale di ETS riconosciuta a livello nazionale? Siamo cresciuti enormemente, sostenuti inizialmente da un’azienda italiana che opera nel Real Estate, siamo partiti come un gruppo di colleghi nel 2000 che raccoglievano piccole somme, ci siamo costituiti poi come Fondazione nel 2005 ampliando anche la nostra odiens a tutte le grandi e piccole aziende legate al mondo immobiliare che ancora oggi ci sostengono con partecipazione e calore. Oggi siamo una Fondazione che scrive i suoi primi progetti sociali con la possibilità di attivare diverse collaborazioni, la forza della rete è fondamentale. Il sostegno di molti nostri donatori non ci è mai mancato e spesso sono loro che attivano iniziative sul loro territorio con amore e spirito di servizio, torniamo giusto da Torino dove Manuela ha creato un evento in una deliziosa Boutique di gioielli. Quali sono i valori che continuano a guidare la Fondazione oggi, dopo due decenni di progetti e sfide? Sicuramente la trasparenza verso i nostri donatori con cui cerchiamo sempre di avere una buona corrispondenza e raccontiamo con cura i nostri progetti e i nostri intenti, questi ultimi due anni sono stati particolarmente faticosi, abbiamo ricostruito molto del nostro operare. Ci sentiamo liberi di poter evolvere, abbiamo raggiunto la maggiore età ora siamo pronti per fare grandi passi e il progetto di sartoria è il nostro primo progetto importante per creare un impatto reale nelle comunità che seguiamo da anni. Il progetto “Anmol” è il cuore pulsante della vostra missione. Come è nato e come si è evoluto negli anni? Anmol in lingua Hindi significa “senza prezzo”, è nato con 5 bambine che vivevano in un sottoscala, che possedevano solo sé stesse, ora sono più di 400 bambine e bambini che possono frequentare regolarmente la scuola, 13 edifici realizzati e sostenuti, una buona parte a Mumbai e provincia, oltre a progetti singoli che hanno finanziato la realizzazione di classi pomeridiane e per il recupero compiti, lingua inglese, computer class. Le case di Uttan, Kopar e Kesnand rappresentano tre luoghi simbolici della vostra azione. Qual è la loro specificità e come cambia il percorso di crescita delle bambine nei diversi centri? I tre centri sono collegati al centro di pre-accoglienza di Wadala. A Wadala accogliamo le bambine provenienti dalla strada, dopo un breve periodo nel centro di pre-accoglienza, dove si abituano a vivere in contesto sicuro e accogliente, dove sono considerate bambine e non merce di scambio vengono poi trasferite a Uttan, un piccolo villaggio di pescatori alle porte di Mumbai, dove frequentano le scuole primarie e attiviamo percorsi di formazione, al momento in essere quello sulla sartoria, Kesnand, villaggio vicino alla città di Pune, è il centro di accoglienza dove le bambine frequentano le scuole secondarie, oltre a diversi tipi di formazione qui hanno la possibilità di collaborare alla gestione della fattoria presente a Kesnand, crescendo e prendendosi cura degli animali e coltivando orti e terreni, le materie prima servono per la sussistenza della casa e spesso riescono a vendere alcuni prodotti nel mercato vicino. Avete appena lanciato il Progetto Sartoria, un’iniziativa che unisce formazione, moda sostenibile ed empowerment femminile. Come è nata questa collaborazione con la scuola di moda AFOL e Rosa Genoni? Sonia che è la nostra responsabile del fundraising è entrata in contatto con l’associazione di Rosa Genoni per la realizzazione di un mosaico, per Sonia è stato un progetto karmico che continua a ispirarla, ed è proprio pensando a questa figura incredibile che è nato il progetto in collaborazione alla scuola di Moda Afol. Desideriamo mandare due docenti italiane in India per insegnare un livello superiore alle nostre classi del laboratorio di sartoria che abbiamo in India, e far conoscere la figura di Rosa Genoni, che non è molto lontana da quel mondo e che possa ispirarle. Ci prefiggiamo l’obiettivo importante di cominciare a mettere le basi affinché ciascuna bambina, anche la più povera possa costruire un futuro, anche imprenditoriale per realizzare sé stessa e i suoi sogni. Sono parecchie le aziende di Moda che stiamo contattando anche con il supporto dell’associazione di Rosa Genoni e Afol Moda e siamo sicuri che si possano stringere molte alleanze e unire le forze per creare diversi progetti a sostegno di una moda più sostenibile, capi originali nel rispetto di tutte le parti coinvolte. Quali risultati vi aspettate da questa prima “capsule MilleSoli”? Potrebbe diventare un modello replicabile in altri contesti o paesi? Come primo passo speriamo che siano accessori che possano essere venuti sul territorio indiano con una linea occidentale, che tanto piace agli indiani, e una più orientale per i nostri sostenitori. Ma vorremmo che le nostre ragazze cominciassero a pensare a loro stesse come capaci di cambiare la loro vita e cucire un futuro su misura. Un empowerment femminile che le permetta di esprimere i loro talenti. Più che un modello replicabile in altri Paesi, ci auguriamo che, dopo una prima capsule, l’expertise delle aziende coinvolte possa aiutare le ragazze a sviluppare competenze nella modellistica, nella sartoria e nella conoscenza dei tessuti. L’obiettivo è sostenerle nella creazione di piccoli laboratori indipendenti, dove possano realizzare e vendere i propri capi originali, tramandare le competenze acquisite e contribuire al benessere della comunità attraverso un modello circolare. Dopo il laboratorio di Uttan ci piacerebbe portare lo stesso modello nelle altre due case e magari a Goa dove c’è la nostra referente storica. Il Progetto Pulmino per Kasarkod risponde a un bisogno molto concreto: l’accesso alla scuola. Come si struttura e in che tempi pensate di poterlo realizzare? Diverse aziende stanno sostenendo vari costi dei servizi che le suore si trovano a dover affrontare durante l’anno, siamo ancora alla ricerca della dotazione di un pulmino. Speriamo di poterlo donare entro il 2026 abbiamo attivato diversi canali che speriamo si possano chiudere positivamente. Tra i vostri progetti storici ci sono anche i 10 Villaggi di Dakor. Come si integrano queste attività con le nuove iniziative focalizzate sull’empowerment femminile? L’India è davvero affascinante ma anche una realtà molto distante dalla nostra, mentre nelle case di accoglienza le nostre ragazzine e donne si cimentano in grandi progetti, i 10 villaggi di Dakor a stento riescono a tenere il passo. Sono villaggi dove c’è moltissima povertà e difficilmente i bambini frequentano le scuole. Solitamente i bambini vivono per le strade e fino ad oggi abbiamo cercato di mandare in quei loghi un maestro a fare lezione sui marciapiedi o all’interno dei villaggi se c’è un piccolo spiazzo polveroso. A volte garantiamo loro qualche merendina che per molti è l’unico pasto della giornata. I più piccoli vagabondano per le strade mentre i più grandi si occupano della casa e dei fratelli o lavorano nei campi, inutile dire che tra maschi e femmine, sono spesso le femmine a pagare un prezzo più alto. Sempre più aziende oggi cercano di coniugare business e responsabilità sociale. In che modo Fondazione MilleSoli costruisce progetti personalizzati (custom) per le imprese? Quest’anno stiamo sviluppando e allargando la rete di collaborazione con le aziende, fino ad oggi abbiamo lavorato prettamente all’interno della rete delle aziende del mondo immobiliare oggi ci stiamo aprendo a molte aziende nel campo della moda che possano comprendere bene il valore del nostro progetto sartoriale e alle aziende di formazione. Ci sono tanti ambienti dove poter intervenire, quindi qualsiasi azienda particolarmente creativa può davvero pensare di creare con MilleSoli un progetto innovativo. Il limite qui è solo la creatività. Sonia e Sergio sono operativi con tutta questa parte e stanno aiutando molti donatori a organizzare eventi di raccolta fondi, team building solidali. Vogliamo riprendere anche i nostri viaggi in India, che sono sempre stati il nostro pezzo forte. Si possono sostenere i nostri progetti in tanti modi in base anche alle esigenze dell’azienda, sono partnership importanti di grande valore che vanno pensate bene e per restare in tema sartoria “cucite su misura.” Come la Fondazione garantisce trasparenza e misurabilità dei risultati alle aziende che decidono di sostenervi? I viaggi solidali che abbiamo fatto con regolarità prima della pandemia hanno coinvolto molti dei nostri donatori privati e aziende che potevano verificare di persona lo stato dei nostri progetti e la loro evoluzione. È sempre stato il modo in cui abbiamo operato e ci sembra il migliore, il massimo della trasparenza. Rendicontiamo i nostri progetti non solo dal punto di vista economico, ma anche con immagini e video, il primo progetto che abbiamo scritto tiene in considerazione tutti i parametri possibili per misurare l’impatto sul medio e lungo periodo. Guardando ai prossimi anni, quali sono le priorità strategiche della Fondazione: espansione, nuove case in India, partnership educative, sostenibilità economica? Abbiamo giusto fatto una riunione recentemente con gli obiettivi per i prossimi tre anni, abbiamo un’idea interessante per lo sviluppo di una linea solidale per una nuova firma milanese ma è ancora in fase di creazione. Ci piacerebbe attivare progetti italiani, ne abbiamo uno in cantiere che speriamo di chiudere a breve e un charity shop innovativo in Italia. Tanti progetti e sogni, anche in questo caso ci piace stare sulle nuvole con uno sguardo a ciò che davvero può essere fatto. Ce la mettiamo tutta. di Sara Fumagallo L'articolo Dopo 20 anni Fondazione MilleSoli continua a “guardare al di là delle nuvole”. Parla il presidente proviene da Pickleballnet.
Simbolo di uno stile di vita attivo e consapevole, Elisabetta Canalis è stata scelta da De Cecco per rappresentare i valori e le alte prestazioni della sua nuova linea di pasta High Protein, presentata lo scorso 8 ottobre a Milano in occasione di una conferenza stampa a cui abbiamo partecipato anche noi. L’incontro ha posto al centro l’equilibrio nutrizionale e la longevità, temi affrontati da un parterre di esperti che hanno illustrato i fondamenti scientifici e i benefici della nuova linea di pasta. Frutto di un meticoloso lavoro di ricerca, High Protein di De Cecco combina infatti il gusto autentico della tradizione italiana con un profilo nutrizionale potenziato. Sul palco, insieme all’ambassador Elisabetta Canalis, sono intervenuti anche il campione olimpico Jury Chechi, i nutrizionisti Mario Ciarnella e Ambra Di Pentima e lo Chef Creator Federico Fusca. Durante il talk, Elisabetta Canalis ha condiviso la propria routine alimentare, spiegando come la pasta De Cecco High Protein le consenta di bilanciare l’apporto di carboidrati (che costituiscono il 45% del prodotto) e quello proteico. In linea con la sua scelta di ridurre le proteine di origine animale. Sulla stessa linea, Mario Ciarnella – biologo nutrizionista ed esperto di longevità – che ha sottolineato l’importanza dei carboidrati in una dieta sana ed equilibrata e di un corretto bilanciamento tra fonti proteiche animali e vegetali. Il campione olimpico Jury Chechi ha portato invece la prospettiva dello sportivo, ricordando che non serve rinunciare alla pasta per restare in forma: basta adottare le giuste abitudini alimentari e uno stile di vita attivo. A seguire, la nutrizionista Ambra Di Pentima ha poi concentrato l’attenzione sul metabolismo femminile, evidenziando l’importanza di un’alimentazione mirata nelle diverse fasi della vita e come la pasta High Protein si adatti perfettamente anche a regimi specifici. L’evento si è poi concluso con lo show cooking dello Chef Creator Federico Fusca che ha messo alla prova la nuova pasta High Protein ai fornelli, illustrando le caratteristiche organolettiche e la perfetta tenuta in cottura. L'articolo Elisabetta Canalis volto della nuova pasta High Protein di De Cecco proviene da Pickleballnet.
La società internazionale di ricerca QYResearch ha pubblicato il suo ultimo studio intitolato “Pickleball Equipment – Global Market Share, Ranking, Sales, and Demand Forecast 2025-2031”, un’analisi approfondita del mercato globale delle attrezzature per il pickleball. Il report fornisce dati su dimensioni, quota, domanda, stato di sviluppo dell’industria e proiezioni future, con l’obiettivo di offrire a investitori, stakeholder e operatori del settore strumenti strategici per muoversi in un mercato in rapida evoluzione. Cosa è emerso Il mercato globale delle attrezzature per il pickleball, valutato a 221 milioni di dollari nel 2024, raggiungerà 387 milioni di dollari entro il 2031 con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) dell’8,2% nel periodo 2025-2031. Il report di QYResearch evidenzia una forte espansione trainata da una domanda crescente, con ricavi in aumento soprattutto per racchette e palline. La crescita sarà sostenuta sia dal canale online che da quello offline, con i principali player internazionali — tra cui Selkirk Sport, Head, Franklin, JOOLA e Wilson — pronti a rafforzare le proprie strategie competitive attraverso fusioni, acquisizioni e innovazioni tecnologiche. Il documento sottolinea inoltre le sfide legate agli standard di produzione e alle dinamiche regolatorie, ma conferma che l’industria si muove verso una fase di consolidamento e internazionalizzazione. A questo link è possibile leggerne un estratto. L'articolo Mercato attrezzatura: dimensioni, trend e previsioni globali 2025-2031 proviene da Pickleballnet.